Questo articolo è il primo di una serie dedicata ai 25 anni dal disastro nucleare più grave che noi conosciamo. Vogliamo con questo materiale ricordare l’incidente nucleare di Cernobyl, e le conseguenze che ancora oggi si fanno sentire sulla salute delle persone che vivono nelle zone contaminate, e soprattutto sui bambini che ogni anno ospitiamo presso le famiglie che generosamente si prestano a questo gesto di solidarietà.
L’articolo che segue è stato pubblicato il 19 marzo sul sito IlFattoQuotidiano, pochi giorni dopo il terremoto con conseguente tzunami abbattutosi sulle coste nord-orientali del Giappone, evento che ha causato l’incidente presso la centrale nucleare di Fukishima. In seguito a questo episodio stiamo assistendo ad un dibattito nucleare su scala mondiale, e di conseguenza tornano alla luce molti racconti, episodi, ricordi, riguardanti l’incidente di Cernobyl, sepolti dal tempo che passa e dall’idea che si tratti di un evento del passato. Mai come ora questo argomento risulta attuale: nel testo che segue leggiamo una commovente storia riguardante i “liquidatori”, ovvero gli eroi che per primi hanno cercato di scongiurare una catastrofe ancora più grande e che hanno dato la loro vita intervenendo sul luogo dell’incidente. Viene quindi presentato un paragone con gli uomini che in Giappone cercano ancora oggi di evitare un disastro nucleare, esponendosi a livelli di radiazioni elevatissimi, e rischiando la loro vita.