Testimonianze dal viaggio in Bielorussia

Quest’anno, oltre alla consueta delegazione dell’associazione, hanno partecipato al viaggio anche altri ospiti, come il nostro vice sindaco Paolo Grimoldi, e alcune famiglie ospitanti.

Pubblichiamo di seguito due articoli scritti da due delle famiglie ospitanti che hanno partecipato agli eventi di Dobrush durante il nostro viaggio.

I bambini con gli occhi azzurri

 

Nel 2004 è iniziata la mia meravigliosa esperienza dell’accoglienza, nella mia famiglia, di una bambina bielorussa, che si è ripetuta per ben cinque anni con bambine diverse.

Quest’anno, in occasione del 10° anniversario della fondazione del “Progetto Cernobyl di Carugate”, ho avuto l’onore e il privilegio di andare a vedere di persona come vivono questi bambini. L’impatto visivo del luogo non è stato dei migliori: le strade sono tutte sterrate (tranne la provinciale), i palazzi decadenti, i villaggi, dove vive la maggior parte dei bambini che ospitiamo, sono fatiscenti e quando una persona li guarda stenta a credere che siano abitati.

La povertà regna quasi sovrana, ma questo è un popolo così ospitale che quando riceve la nostra visita, ti dona quel poco che ha per ringraziare chi li ha aiutati e chi ancora li aiuterà, regalando ai loro figli un’esperienza che sicuramente la maggior parte di loro non avrà la possibilità di ripetere. Un’altra cosa che salta all’occhio sono sterminati campi coltivati a patate (piatto principale della loro cucina) e grano, colture che assorbiranno dal terreno ancora per molti anni quel veleno invisibile chiamato “cesio”.

Questo veleno che giorno dopo giorno si insinua nel corpo dei bambini dando origine a malattie problematiche che conosciamo come noduli alla tiroide, che vediamo svilupparsi ogni anno in alcuni dei bambini che ospitiamo. E poi, in mezzo a tutta questa desolazione, vedi quei meravigliosi occhi azzurri dei bambini che ti guardano, occhi così belli ma sempre velati di tristezza. Qui allora  entra in gioco la nostra coscienza di esseri umani che ti fa pensare a quanto possiamo e dobbiamo fare per loro, aprendo le nostre case per il periodo di un mese. Un mese in cui il bambino trarrà giovamento per la sua salute fisica e psichica.

Di questa esperienza potrei parlare ancora a lungo, ma uso le parole dette da una cara amica che risiede in Bielorussia: “Le parole più belle sono scritte con il cuore e ognuno le porterà dentro sè per tutta la vita”.

Come famiglia posso dire di aver coronato il sogno di avere riabbracciato con tanta emozione, e immortalato in una fotografia, tutte le cinque bambine che ho ospitato (penso di non fermarmi a questo numero) e ancora come famiglia dico: “Non abbiate paura e non fermatevi davanti agli ostacoli che la vita nella sua freneticità quotidiana ci presenta, ma, se potete, ospitate uno di questi bambini perchè quello che vi darà sarà immensamente grande, una gioia che porterete nel cuore per molti anni, perchè vi farà sentire migliori”.

Più lavoriamo con i bambini, più apprezziamo il valore e l’importanza di ciascuna vita umana, ed anche se non si possono risolvere i problemi e i bisogni di tutti, diamo loro almeno una possibilità.

 

E allora insieme facciamo sorridere quei bellissimi occhi azzurri.

 

Un grazie personale al Comitato Cernobyl di Carugate.

Enrica Bellavia

 

Lettera dalla famiglia Ninni


Cari Amici del “Comitato Cernobyl di Carugate”, mi avete invitato ad una vostra cerimonia in qualità di famiglia ospitante.

In questa festa si celebrava il vostro decennale di attività: poiché non era possibile far venire 150 bambini che sono stati ospiti delle famiglie italiane, avete deciso insieme alle autorità della Bielorussia di festeggiare questo decennale a Dobrush.

Una festa veramente ben riuscita, visto anche i complimenti ricevuti dalle autorità locali.

Il nostro Comune è stato rappresentato dal Vice Sindaco Paolo Grimoldi, il quale ha apprezzato il lavoro e lo sforzo fatto dal Comitato per la riuscita di questa magnifica festa.

Lo scopo di questa festa non era quello di passare una giornata in allegria, ma al contrario è stato quello di far conoscere alle famiglie di questi bambini che ospitiamo tutto l’amore e l’affetto che le famiglie italiane, insieme al Comitato, fanno per loro ed in particolare per la loro salute, e cercare di dare a loro un raggio di sole per una vita migliore.

Ho visto alcuni bambini dei primi anni che oggi sono diventati adolescenti e si avviano verso un traguardo universitario, con sani principi, senza ricorrere a quel grande problema di questo popolo che è l’alcolismo. Questo significa che con il nostro amore, l’affetto e l’impegno del Comitato, riusciamo a dar loro un filo di speranza.

Amici, ho visto molte cose e sono rimasto colpito, come questo popolo affronta il dramma di Cernobyl con molta rassegnazione.

Abbiamo ricevuto da parte loro molta cordialità e generosità, ci considerano persone amiche, le famiglie italiane sono gli Angeli Custodi dei loro figli.

Care famiglie italiane, non è semplice spiegare quello che ho visto, ma sono sicuro di una cosa: il nostro sforzo, quello del Comitato e di tutte quelle persone che ci aiutano con il loro contributo, vi garantisco che aiuta il loro percorso verso obiettivi migliori.

Ringrazio le famiglie ospitanti che mi hanno concesso il privilegio di questa bellissima esperienza.

Ringrazio il Presidente Morlino, Antonio con la moglie Enrica, Claudia, Abele, Tiziano e Raffaele.

Grazie di tutto.

Con affetto.

Famiglia Ninni

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