Un viaggio in Bielorussia per una grande festa

Ogni anno una nostra delegazione si reca in Bielorussia, a Dobrush, per far visita ai bambini che verranno a Carugate nel mese di Giugno, raccogliere dalle loro famiglie le informazioni necessarie che li aiutino a vivere bene il mese di permanenza in Italia, e rivedere i ragazzi ospitati negli anni precedenti.

Quest’anno un evento eccezionale ci attendeva: la festa per i 10 anni della nostra Associazione, nel ”Palazzo della Cultura”, dove sono stati invitati tutti i ragazzi, con le loro famiglie, venuti a Carugate in questi anni.

Una grande occasione dunque mi ha portato per la prima volta in questa terra dal paesaggio stupefacente, con foreste di betulle, grandi fiumi, e le cicogne. Peccato che tutto questo sia drammaticamente impregnato del velenoso Cesio 137 e di altri radionuclidi, fuorusciti delle centrale nucleare di Cernobyl 24 anni fa, minando la salute e le condizioni di vita di questa popolazione.

I primi due giorni di questo bellissimo viaggio, che sicuramente mi ha arricchito dal lato umano, sono stati interamente dedicati al Progetto Tizzi: con i membri dei comitati di Lodi, Arcore e Verano, con i quali sosteniamo questo Progetto, abbiamo partecipato a riunioni, prima in Comune con il Provveditore agli studi di Dobrush,e successivamente a scuola, con Ludmilla, la nostra referente, e la pedagoga Olga, in cui ci sono stati illustrati i progressi fatti grazie al nostro sostegno. Un Progetto, questo, che è stato un investimento sulla cultura delle persone, una specie di costruzione dei servizi sociali perché abbiamo portato in terra bielorussa il concetto di “Affido familiare”. Grazie al nostro intervento, tutti i bambini abbandonati o sottratti temporaneamente alla famiglia con condizioni di vita a rischio sociale e portati al Priut (istituto di accoglienza temporanea), possono trovare una famiglia affidataria. Incontriamo anche i bambini e le famiglie affidatarie, e poi visitiamo la nuova sede del Priut, molto più ampia ed accogliente rispetto alla precedente. Qui i bambini ci hanno intrattenuto con uno spettacolo sul tema dell’Amicizia perché, come si può dire alla fine: «Con l’amicizia si possono fare molte cose!». L’Amicizia per noi continua a distanza, ma come dimenticare gli sguardi spesso assenti e tristi, soprattutto dei bambini più piccoli?

Eccoci quindi al 30 Aprile, giorno dedicato alla Festa per il nostro decennale di fondazione. In mattinata ci siamo recati al Centro disabili dove, grazie ad uno sponsor, abbiamo potuto consegnare altre due carrozzine. La direttrice, ed il responsabile degli aiuti all’infanzia del comune di Dobrush, ci hanno mostrato gli ambienti, con spazi nuovi dedicati anche alla fisioterapia. Il Centro accoglie una quindicina di disabili, dai 3 ai 15 anni: chi si ferma tutto il giorno non ha però la possibilità di poter pranzare, perché non c’è una cucina a gas e l’arredo occorrente. Abbiamo pensato di provvedere ad un’ulteriore donazione che possa aiutare questi bambini sfortunati a nutrirsi regolarmente, non appena ci invieranno dei preventivi di spesa dettagliati. Successivamente ci siamo recati all’esterno per l’inaugurazione dei binari scorrevoli di cui abbiamo dotato il loro pulmino, affinché non dovessero più sollevare le carrozzine a braccia: formalità d’obbligo, con il responsabile degli aiuti all’infanzia, il nostro Presidente Sig. Morlino ed il nostro vice sindaco Sig. Paolo Grimoldi.

Il tempo è tiranno: ci dirigiamo quindi al Palazzo della Cultura per incontrare tutti i ragazzi che sono stati a Carugate in questi anni. Quanta emozione e quanti ricordi! Un’ombra triste purtroppo ricordare che Sasha (ospitato nel 2004 e mancato nel 2008), questa festa la segue “dal Cielo”…

Anton, Vika, Dima, Aliona, ..da noi nel 2002, chiamati ad uno ad uno si ricordano ancora dell’esperienza in Oratorio, il mare, la montagna, ma soprattutto la famiglia, e poi anno 2003: Vova,Maxim, Katia, Hanna, Diana…,e gli altri anni a seguire, Andrei, Masha, Galia, Alina…, quasi tutti i ragazzi sono riusciti a venire e tutti sanno ancora il nome dei componenti della famiglia ospitante. Per noi è una gratificazione al nostro Progetto di Accoglienza che ci riempie di gioia, perché significa che per i “nostri ragazzi” il viaggio in Italia non è una parentesi di soli 30 giorni: per loro, l’accoglienza, fattore determinante per le condizioni di salute, incide molto sulla cultura, può diventar uno stimolo per studiare e migliorare lo stile di vita del luogo fatto solo di povertà e silenziosa rassegnazione, che molto spesso sfocia nell’alcolismo.

In questi anni si è creato un rapporto particolare con la cittadina di Dobrush, con sentimenti e affetti che molte famiglie mantengono anche dopo anni, rendendo così forte il legame che unisce le nostre comunità; è  stato compreso anche dal vice sindaco di Dobrush e da altre autorità presenti alla festa, che ci chiedono di ringraziare tantissimo le famiglie italiane che ospitano i bambini. Dopo 10 anni, ci hanno detto, ci si può davvero definire “amici e fratelli”. Con la vostra esperienza, hanno continuato, riusciamo a chiudere gli orfanotrofi e ad aprire le case. Un riconoscimento prestigioso, perchè dal palco, hanno evocato i progetti da noi sostenuti: Progetto Tizzi, Centro Disabili e Borse di Studio. A coronamento di ciò, due ragazzi che aiutiamo con le Borse di Studio, hanno voluto ringraziarci con dei bellissimi canti. Una festa davvero ben riuscita, con complimenti ricevuti dalle autorità locali e dal nostro vice sindaco Paolo Grimoldi, venuto a rappresentare il comune di Carugate, che ci ha gratificato del lavoro fatto.

L’augurio è che i nostri primi 10 anni siano solo l’inizio di un lungo cammino verso il raggiungimento di altrettanti importanti obiettivi.

Il giorno successivo è stato tutto dedicato a far visita, nelle loro case, ai ragazzi che ospiteremo il prossimo Giugno. Nonostante lo stato esteriore di degrado delle abitazioni, all’interno troviamo sempre un’accoglienza piena di attenzione e di gratitudine. L’ospitalità ricevuta è sempre superiore alle loro possibilità e quando ti trovi in una casa poverissima, dove una mamma ti offre un dolce particolare, accompagnato da una bottiglia di spumante, ti senti davvero un nodo in gola perché pensi che per sostenere questa spesa, magari ha rinunciato al pasto per sé.

Tappa obbligata per noi andare anche a salutare simbolicamente il nostro amico Sasha, dove lasciamo una preghiera e una maglietta, poi, sul pulmino….solo commosso silenzio…

Tante le emozioni vissute: tristezza, gioia e amicizia, sensazioni che sempre ci accompagnano, che non si possono scrivere su un foglio, ma solo nel cuore.

«Non si vede bene che col cuore», diceva il Piccolo Principe, nessuna “penna” potrà infatti mai descrivere la grandezza d’animo di questo popolo, contrapposta a tanta povertà.

Alla fine del viaggio rimane il ricordo dei loro abbracci, che resteranno, nel cuore…per sempre.

 

Claudia

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